L’economia inglese e la Brexit

La vicenda della Brexit e’ uno di quegli esempi che mostrano come cercare di capire la politica con la razionalita’ sia spesso un esercizio destinato al fallimento. Il Regno Unito di Inghilterra ed Irlanda del Nord (perche’ la Gran Bretagna e’ un unione di paesi diversi, proprio come quella Unione Europea dalla quale vogliono uscire) sta considerando di lasciare il mercato unico europeo. Il premier britannico Theresa May e’ stata chiara (oggi, perche’ poi dira’ altre cose domani che saranno inevitabilmente diverse da quelle che ha detto ieri) nel suo discorso di ieri: “Costruiremo una Gran Bretagna globale”. Questo e’ certamente possibile, come decidere di attuare una politica autarchica oppure di abbandonare la moneta per ritornare al baratto. Tutto e’ possibile, ma non tutto e’ consigliabile. Per valutare se la politica annuanciata da May ha una qualche razionalita’, andiamo a vedere la struttura dell’economia della Gran Bretagna.

Il Pil della Gran Bretagna nel 2016 e’ stato di 2.65 trilioni di dollari. Questo piazza la Gran Bretagna al quinto posto nella classifica mondiale, dopo USA, Cina, Giappone e Germania. Pero’ la dmensione di un’economia dice poco rispetto alla scelta di uscire dall’Unione Europea. Le consequenze si possono immaginare guardando alla struttura dell’economia ed al suo rapporto con l’estero.

La struttura dell’economia del Regno Unito e’ fortemente sbilanciata sui servizi. Nel 2014, dei 2.65 trilioni, il 79% veniva dai servizi, il 14% dall’industria, il 6% dalle costruzioni e solo l’1% dall’agricoltura. Nella seconda meta’ del 1900, il Regno Unito si e’ specializzato nei servizi e ridotto moltissimo la produzione industriale, passando dal 41% post-bellico all’odierno 14%. Mentre e’ possibile immaginare un paese che vede meno manifattura prodotta sul proprio territorio, le altre grandi economie hanno mantenuto una manifattura piu’ consistente e, comunque, l’uscita dall’UE si potrebbe tradurre in maggiori costi per accedere ai beni, e sono tanti, non disponibili nel proprio territorio.

Allo stesso tempo, l’uscita dal mercato unito potrebbe essere sostenibile nel caso in cui la bilancia dei pagamenti fosse positiva. Questo renderebbe lo shock meno rilevante e sarebbe un indicatore di forza di un’economia produttiva ed attraente. Al contrario, la bilancia dei pagamenti del Regno Unito e’ stabilmente negativa dalla meta’ degli anni ottanta.

Nel 2015, la bilancia dei pagamenti ha registrato un segno negativo per 80 miliardi di sterline, un tracollo rispetto al meno 29 miliardi del 2011.

Ma qual e’ l’importanza dell’Unione Europea per il Regno Unito? Guardando i dati Eurostat (quindi i numeri potrebbero variare dalle cifre usate sopra), se da un lato ci sono i 480 miliardi di scambi commerciali in beni con gli altri membri dell’UE, il volume con gli altri paesi del mondo e’ stato superiore di 5 miliardi nel 2015. Questo dato segna un tendenziale orientamento del Regno Unito a commerciare piu’ con il mondo che con l’UE negli ultimi dieci anni. Nel 2015, l’export verso gli altri paesi EU ha rappresentato il 44,5% del totale, mentre l’import e’ stato pari al 53,6% del totale. Il tendenziale pare indicare una maggiore importanza degli scambi verso il resto del mondo, ma la meta’ degli scambi di beni sono ancora legati al vecchio continente.

La storia cambia di poco se guardiamo alla bilancia commerciale dei servizi. Il volume complessivo tocca i 500 miliardi di euro nel 2015, di cui il 43,5% rivolto verso i paesi UE. Anche in questo caso, la maggioranza degli scambi riguarda il resto del mondo, ma negli ultimi anni il rapporto UE/resto del mondo e’ rimasto simile. In ogni caso, siamo parlando di 216 miliardi di euro di scambi nel solo 2015.

Insomma, il Regno Unito e’ una delle piu’ grandi economie del mondo, quindi il governo ha a disposizione varie opzioni tra le quali scegliere cosa fare del proprio futuro. Tuttavia, considerato il volume degli scambi commerciali consolidati con gli altri paesi dell’Unione Europea ed il tempo molto limitato che viene concesso dai trattati in caso di uscita, ci sono pochi dubbi che la Brexit costerebbe molto al popolo britannico in termini di aggiustamento commerciale. E poi, perche’ la Gran Bretagna dovrebbe vendere di piu’ al mondo una volta usciti dall’Unione Europea, beh, non e’ dato sapere.

ps: guardero’ in un altro post ai flussi finanziari.