I fatti di Parigi non sono una minaccia per l’Occidente

Ci sono due cose da dire. La prima e’ che sto con Charlie Hebdo, senza se e senza ma. I giornalisti non si uccidono. Punto. La massima di erroneamente attribuita a Voltaire* e’ di grande attualita’. “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perche’ tu possa continuare a dirlo” e’ alla base del nostro modo di vivere, quindi ogni attacco a quel principio e’ un attacco a tutti noi.

Il post potrebbe finire qua, ma voglio aggiungere un’altra cosa. Gli eventi di Parigi sono un attacco a tutti noi, ma non sono una minaccia alla sopravvivenza della civilita’ occidentale. In realta’, non stiamo assistendo a trasmissioni televisive nonstop ed i giornali non sono monotematici perche’ sono morte delle persone, ma perche’ si e’ ucciso in nome di Allah.

Giornali e televisioni sono concentrati quasi interamente sugli eventi di Parigi, ma perche’? Per i 12 morti? Figuriamoci, sono morte gia’ oltre un milione di persone dall’inizio dell’anno. Allora perche’ sono morti 12 giornalisti? Acqua, i giornalisti muoiono quasi tutti i giorni. Secondo il comitato per la protezione dei giornalisti ci sono stati 61 omicidi nel 201470 nel 2013, e 74 nel 2012. Le trasmissioni televisive e la copertura mediatica non si spiegano con la professione delle vittime, ma per cosa allora?

Tutti i giornali hanno un riferimento fisso: “Gli spari: ‘Allah è grande'” (La stampa), “L’urlo ‘Allah Akbar'” (Repubblica), “Strage a colpi di kalashnikov, le urla: «Allah è grande»” (Corriere). L’evento non ci interessa per i morti o per la loro professione, ma per i motivi che hanno ispirato gli assassini. Esiste un pregiudizio crescente in Occidente verso l’Islam e l’attenzione a questi episodi di violenza non e’ dovuta all’importanza degli eventi, ma e’ una riflessione delle nostre paure. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanita’, gli incidenti stradali uccidono 1,3 milioni di persone ogni anno. Malattie respiratorie 4,7 milioni, causate per gran parte dall’inquinamento delle nostre citta’ e, forse, anche dalle sigarette vendute dai monopoli pubblici. La diarrea uccide 1,5 milioni di persone ogni anno. La diarrea. Questi numeri non ci allarmano.

In quale modo l’uccisione di 12 giornalisti nel centro di Parigi per mano di tre criminali sarebbe una minaccia alla civilita’ occidentale? Paradossalmente, questi eventi ci ricordano l’importanza dei valori sui quali si costruisce la nostra identita’, ma non la mette certo in discussione. Il pericolo non e’ sottovalutare il problema, ma trasformare un atto criminale in una minaccia alla nostra civilta’.

Basterebbe scandalizzarsi di meno, razionalizzare di piu’, e valutare questi episodi per quello che sono: atti criminali. Il trenino di improvvisati esperti che in televisione discutono di guerre mondiali lanciate da cellule ISIS sparse per il mondo descrivendo un Armageddon islamico che potrebbe partire da un momento all’altro sono il sintomo di un problema ben piu’ serio della minaccia islamica. Certe elucubrazioni fantasiose di “opinionisti” sono basate solo sulle paure e sui pregiudizi che gia’ esistono nella societa’ e che si rinforzano proprio grazie a discussioni vuote e slegate dalla realta’. Come si possono emettere giudizi e trarre conclusioni sulla guerra delle civilita’ quando le uniche cose che sappiamo sono che tre fratelli (forse due, e forse neppure fratelli) hanno ucciso 12 persone inneggiando all’Islam, si sono allontanati su una Citroen nera e l’hanno abbandonata lasciandovi (forse) le loro carte di indentita’?

Insomma, la reazione scomposta a questi eventi e’ un sintomo di un problema ben piu’ grande del radicalismo islamico. La minaccia alla civilita’ occidentale non e’ l’Islam, ma le paure ed i pregiudizi che ci rendono vulnerabili e sensibili. Che ci fanno vedere nemici ovunque, specialmente se atti criminali sono nascosti dalla bandiera dell’Islam. Gli atti criminali di tre radicali non sono una minaccia per l’Occidente, anche se compiuti da persone che dicono di farlo in nome della religione. La paura dell’Islam che e’ sempre piu’ diffusa in Europa contribuisce a creare il problema e non e’ la risposta ad un pericolo. E’ il pregiudizio sull’Islam che rende gli eventi di Parigi fatti centrali alla sopravvivenza della nostra civilizzazione. Sono le nostre paure che rendono i fatti di Parigi pericolosi, perche’ atti criminali di tre individui non sono una minaccia alla civilta’ occidentale. Non lo possono essere. E se lo sono, significa che la civilita’ occidentale e’ gia’ finita.

update: 8/1/2015, 11:08 (UTC+01:00)