Dalla Lewinsky alla Ghirardi: contro il cyberbullismo

“Si sa che la gente dà buoni consigli
Sentendosi come Gesù nel tempio 
Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio”

Lo cantava De Andre’ e lo sappiamo tutti. La gente e’ cosi’. Guardoni, bacchettoni e bigotti. Poi ci sono i bulli, prepotenti e sessisti. Qualcuno lo conosciamo tutti noi, figurarsi se a scuola non abbiamo mai visto scene di bullismo o non abbiamo mai preso in giro qualcuno. Il bullismo di paese o di scuola e’ una cosa terribile, crea ed ha creato situazioni sgradevoli, a volte tragiche. Poi e’ arrivato internet ed il bullismo e’ diventato cyber ed e’ diventato globale. Il palcoscenico e’ rimasto lo stesso, ma la platea e’ diventata enorme, il pubblico non si accontenta di assistere allo spettacolo come a teatro e vuole interagire con gli attori. A teatro, pero’, l’interazione e’ limitata da alcune norme di educazione, ad esempio non si interrompe, e di reputazione, ovvero la vergogna che proviamo quando siamo maleducati. Internet ed i social media hanno rimosso questi filtri, cosi’ le frustrazioni di una societa’ sempre piu’ frenetica, ed in parte anche individualista, si rovesciano con violenza su tutti. I bersagli sono di solito personaggi pubblici, ma spesso involontari protagonisti di una gloria non ricercata

Tutto e’ iniziato con il caso Lewinsky. Il fatto che non ci sia bisogno di presentare i fatti e’ la conferma del problema. 19 anni dopo gli eventi si ridacchia ancora oggi sul caso Lewinsky. Ci sono canzoni denigratorie che usano il caso come esempio di degrado, critiche e battute intrise di quel maschilismo pericoloso, quello che trova sostegno tra le donne. La Lewinsky e’ subito diventata oggetto delle nostre attenzioni piu’ tristi, etichettata come una ragazza che fa le brutte cose, anche stupida perche’ doveva sapere le conseguenze delle proprie azioni. In molti abbiamo etichettato ‘la Lewinsky’ in tanti modi, spesso negativi, ma in pochi abbiamo pensato a ‘Monica’. Si’, perche’ una narrativa e’ quella della sciacquetta facile che se la faceva con il Presidente per avere dei favori, ma in quanti hanno pensato ad una ragazza giovane, giovanissima, che si e’ trovata a lavorare con l’uomo piu’ potente della terra e per il quale, per tante ragioni, potrebbe essere rimata affascinata e, perche’ no, potrebbe pure essersi innamorata? Con l’esplosione del caso, lei e’ rimasta sotto il treno del cyberbullismo senza aver fatto niente di diverso da quello che fanno quelli che l’hanno criticata. Lei era la parte debole della storia, e lo sberleffo mondiale si e’ riversato su di lei. Io vedo i miei studenti che divenano nervosi quando devono fare una presentazione pubblica davanti ad altri 5/10 studenti, provate a pensare di trovarvi davanti al mondo intero che si prende gioco di voi.

Il caso di Katia Ghirardi e’ di questi giorni. Katia e’ la direttrice di una filiale di Banca Intesa ed ha coordinato la realizzazione di un video che era stato richiesto proprio dalla Banca. Il video non e’ certamente diretto da Steven Spielberg, ma e’ un video amatoriale, come tanti altri che facciamo tutti, e soprattutto non era un video che doveva essere divulgato al grande pubblico. Il video e’ diventato virale, come tanti altri, ma l’entita’ dello tsunami che ha investito Katia e’ una vergogna dei nostri tempi: sberleffi, richieste di dimissioni, offese di natura fisica, pare ci sia di tutto. Non capisco dove si trovi il tempo per offendere persone di cui non si conosce nulla (io non ho tempo neppure di offendere in casi che conosco molto bene!!!), ma in questi casi di violenza bisogna proteggere le vittime prima di tutto. Katia e’ vittima di un bullismo ingiustificato, ed io scrivo per dire a lei che qua stiamo dalla sua parte.

Ho apprezzato moltissimo il ritorno ad una vita pubblica di Monica Lewinsky. Il suo discorso ai giovani under 30 di Forbes e’ stato molto toccante, consiglio a tutti di vederlo. Qua potete vedere anche il suo TED.  Questi due video sono illuminanti. Non so voi, ma mi sono sentito in colpa. Bisogna chiedere scusa a Monica Lewinski, a Katia Ghirardi, ed a tutti gli altri.