Cenni sulla Riforma – Articolo 70 #ReferendumCostituzionale 1

Sara’ il tema caldo dei prossimi mesi, quindi voglio partecipare con alcuni, brevissimi, contributi prima di fare un endorsement ufficiale. Uno dei temi caldi e’ certamente l’articolo 70, quello che indica le materie di competenza della funzione legislativa della Camera e del Senato. Ho scritto questo post in settimana, poi ho notato che anche il prof. Zagrebelsky ne ha parlato ieri sera verso la fine del dibattito con il presidente Renzi.

Ho ascoltato la breve intervista di Giovanni Floris al prof. Stefano Ceccanti nell’ultima puntata di Di Martedi. La prima domanda di Floris e’ sul bicameralismo:

‘Dicono i sostenitori del no che la riforma cambia il sistema da bicameralismo perfetto ma lo rende imperfetto, il Senato avra’ la possibilita’ di occuparsi di molte leggi e quindi un pasticcio’.

Dopo una premessa sulla somiglianza tra il nuovo Senato ed altre situazioni altrove, tipo Francia e Germania, dice che al nuovo Senato:

Ci possono andare tutte le leggi, ma alla fine sul 95% delle leggi decide la Camera che prende gli emendamenti che vuole del Senato e quelli che non vuole li lascia. Solo sul 5% delle leggi […] resta un potere paritario, ma questo e’ giusto perche’ e’ una funzione di garanzia.

E Floris risponde:

E chi decide quali vanno al Senato e quali no?

Ceccanti risponde sicuro:

Attenzione, c’e’ l’articolo 70 che e’ molto chiaro. Le leggi partono dalla Camera, il Senato le chiama, ha dei tempi molto stretti, decide entro determinate date, dopodiche’ ritorna alla Camera che chiude, nel 95% dei casi. […] C’e’ un elenco di leggi all’inizio dell’articolo 70 che sono quelle che fanno eccezione, sono molto bene individuate, sono una decina di tipologia di leggi […[ sono ben indviduate, una cosa chiarissima, non si puo’ sbagliare.

Ma cosa quali sono queste categorie ‘chiare’? Allora, l’articolo 70 le elenca (trovate l’articolo completo in fondo):

  • leggi costituzionali
  • leggi attuazione costituzione su certe materie indicate
  • leggi riguardanti l’ordinamento degli enti locali
  • leggi di principio sulle associazioni fra comuni
  • leggi sulla partecipazione a formare/attuare diritto UE
  • leggi su prerogative senatori
  • legge elettorale Senato
  • leggi ratifica trattati UE
  • leggi attuazione titolo V (regioni, enti locali)

Per essere il piu’ neutrale possibile, questa sintesi l’ho presa dal sito del prof. Ceccanti. Ecco, come si puo’ sostenere che il punto 5 (leggi sulla partecipazione a formare/attuare diritto UE) sia una norma ‘chiarissima’ che delimita le competenze del Senato? Questa e’ una criticita’ importante. In moltissimi testi di politiche europee si legge che l’80% delle decisioni dei parlamenti nazionali sia influenzata da decisioni prese a Bruxelles. Benche’ questa cifra sia stata contestata, di certo parliamo di qualcosa che va ben oltre il 5% di cui parla Ceccanti da Floris. Il mio giudizio e’ che le competenze non siano cosi’ bene individuate come suggerito dal prof. Ceccanti e che questo articolo avrebbe bisogno di un rodaggio abbastanza lungo prima di andare a regime in caso la riforma entrasse in vigore.

Nuova formulazione dell’articolo 70:

La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma. Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma.
Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati.
Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata.
L’esame del Senato per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti.
I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione.
I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti.
Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati.