A cosa servono gli economisti?

“A niente” dice il prof. Robert Skidelsky dell’Universita’ di Warwick. Questa riflessione e’ provocatoria, certo, ma anche molto interessante. Visto che gli economisti non hanno previsto la crisi del 2008, non hanno capito le sue conseguenze e non sanno come uscirne, allora la riflessione di fondo e’ che l’economia come disciplina stia fallendo. Il prof. Skidelsky punta il dito contro l’eccessiva specializzazione delle scienze sociali in generale, ma soprattutto dice che l’economia si e’ alienata piu’ di tutte le altre dalla realta’. Il presupposto e’ che agli economisti mancano gli strumenti analitici (‘mental tools’) per capire la realta’ nel suo insieme.

Skidelsky scrive che gli economisti di una volta, i classici, erano diversi da quelli di oggi. Smith, Keynes e Schumpeter, tanto per citarne alcuni, avevano detto che non si possono fare previsioni. E poi tutti loro avevano formazioni variegate, mentre gli economisti di oggi si limitano a studiare solo economia.

Questa riflessione e’ interessante perche’, da un lato, viene sottolineato che l’economia e’ una scienza sociale, mentre sono in molti a trattarla come una scienza esatta. Allo stesso tempo, la compartimentalizzazione delle scienze sociali le allontana dalla realta’ e, pertanto, le rende meno utili a capire la complessita’ del mondo che ci circonda. Bisogna riflettere su questo ultimo spunto.

Potete leggere il contributo qua.